Oggi stavo tornando a casa dopo una giornata piuttosto noiosa e vagamente stancante e stavo mentalmente pensando a quanto sia brava a rompere le cose che mi piacciono.
Vuoi per ideali (di solito) o per questioni etiche io non sono capace di cedere. Il problema è che coinvolgo anche le persone a cui voglio bene. In questo periodo è V. il mio target di stronzaggine.
Io me ne son andata per motivi etici da una land dove giocavamo entrambe e il risultato è stato che lei ha scoperto come sono davvero alcune persone che ci circondavano e i casini hanno dato il colpo di grazia alla sua voglia di rimanere in mezzo ad un gruppo che era pronto a sbranare in branco. Niente di male se non fosse che egoisticamente vorrei che lei rimanesse, e la voglio perchè senza di lei non ha quasi senso giocare e perchè lei è una fuoriclasse, la MIA fuoriclasse, quella che senza doversi piegare agli altri o senza far parte della loro claque rimane la migliore player di gdr online che io abbia mai conosciuto.
A volte mi chiedo se non abbia ragione N. che dice che conoscendomi se solo fossi più libera probabilmente finirei uccisa combattendo per chissà quale causa assurda e lontanissima.
In fondo la vita è una eterna lotta, sono solo io che non sono capace di lottare...ma neppure cedermi alla resa.
Non sono mai stata capace neppure da bambino di cedere, ho sempre lottato per tutti, anche per chi non mi piaceva molto ma in quel momento stava dicendo una cosa corretta o anche solo si trovasse ferito in mezzo ad una vasca di piranha. E questa mia incapacità di stare zitta in mezzo al gregge è stato il motivo principale di buona parte dei miei casini e della mia vita incasinata al limite del paradossale. Questa è la prova che la gente non cambia...si rimane sempre le solite teste di cazzo di sempre.
(e non basta manco tutta la chimica del mondo per fare in modo che tu non pensi autocriticamente a te stesso)
Sono così profondamente stanca di tutto quello che mi circonda. Mi sento una estranea in un mondo di estranei.
La verità che la gente non ci conosce mai e forse è anche giusto perchè alla fine noi non ci conosciamo e le persone intorno sono troppo puntate sui propri drammi personali per rendersi conto che ce ne sono altri che si consumano magari a dieci passi da loro, nella cerchia delle loro amicizie. Spesso sono piccoli piccoli a guardarli da lontano ma per chi li vive sono enormi, soffocanti.
O, meglio, sono piccoli sassolini che si accumulano uno sull'altro fino a diventare una sorta di pesante cascata di ghiaia che soffoca chi li stava portando pazientemente sulla schiena.
Quando son andata sulla Costa azzurra c'era una intera spiaggia di sassi. Da lontano erano bellissimi, brillavano al sole, erano di milioni di colori differenti e forme...appena mettevi un piede sopra diventavano delle specie di sabbie mobili in cui arrancare. Brucianti e taglienti, camminavi sentendoli entrarti nella pelle, tagliarla, renderla viscida e bruciante per il sangue e il calore, ma dovevi sorridere. Tutti facevano così e così finivi per farlo anche tu, con un sorriso tirato di plastica sulle labbra nascondendo il tuo dolore per non sentirti umiliata, mancante nei confronti di chi sembrava più bravo di te a superarla per approdare al mare. E il mare era così dannatamente lontano .
Mi sento di nuovo su quella spiaggia, con la mia mole ballonzolante, il costume con le coppe troppo larghe e i miei sandalini ridicoli con sopra le conchigliette che mi aveva regalato papà. E il mare è dannatamente lontano.
Ho voglia di sedermi, su quei sassi bollenti e dire finalmente a Simone "Mi spiace, non ce la faccio proprio." e non rialzarmi. Rimanere lì a cuocermi guardando quel mare così dannatamente lontano.

Non ho sbagliato il numero delle gocce, semplicemente ad un certo punto, ho semplicemente smesso di contarle.
Mi sento sottile, stiracchiato, quasi come il burro spalmato su troppo pane. (Bilbo Baggins)
Mi ricordo che questa frase mi aveva molto colpito quando stavo guardando il film del Signore degli Anelli perchè descriveva perfettamente la sensazione che provavo spesso. Quella sensazione di essere sbagliato, teso, che io interpretavo nel mio caso come desiderio di fuga senza localizzazione. Il voler andare via, ma senza sapere dove esattamente si voglia andare.
Forse anche andare dalla sedia al letto è quasi un andar via ma quando dormire davvero è un miraggio e i sogni sono amari, taglienti e dolorosi quasi da far rimpiangere i veri incubi, quel viaggiare non è piacevole.
Ho fissato tutta la notte il soffitto della mia camera, seguendo le sottili crepe disegnate sull'intonaco o cercando di individuare le travi che sotto la pittura spingono il nero fumo ad ingrigirla in larghe linee orizzontali.
Una sensazione di imminente calamità che non mi abbandona mai e quell'abbandono gelido che sento al plesso solare che imputo alla mia bronchite che non vuole andarsene via.
Non lo so...
Volersene andare e non sapere dove.
E forse dovrei abbandonare tutto quello che mi piace perchè non ho la forza di occuparmene, come non ne ho per occuparmi di nuovo di me e finisco per nascondermi dietro una maschera di trucco ed un sorriso amaro.
Stanchezza. Terribile, soffocante stanchezza. Di corpo, di mente e soprattutto di cuore.

Era questo la vita: un sorso amaro.
-Umberto Saba-
Il bello di svegliarsi malinconici, sentirsi tristi e probabilmente andare a dormire disperati.
Questo giorno è un'ala grigia in un cielo piovoso.

Ha vinto questo ragazzo, ad Amici.
Ne sono felice e, checchè dica qualcuno non è perchè è un bel ragazzo ma perchè ha dimostrato che una persona può vincere ed entrare nel cuore della gente anche rinunciando alla tanto amata aggressività.
Una persona può vincere anche senza sacrificare la propria emozionalità.
« Dobbiamo distinguere nell'uomo due tipi completamente diversi di aggressione. Il primo, che egli ha in comune con tutti gli animali, è l'impulso, programmato filogeneticamente, di attacare o di fuggire quando sono minacciati interessi vitali. Questa aggressione difensiva, "benigna", è al servizio della sopravvivenza dell'individuo e della specie, è biologicamente adattiva, e cessa quando viene a mancare l'aggressione. L'altro tipo, l'aggressione "maligna", e cioè la crudeltà e la distruttività, è specifica della specie umana, e praticamente assente nella maggior parte dei mammiferi; non è programmata filogeneticamente e non è biologicamente adattiva; non ha alcuno scopo e, se soddisfatta, procura voluttà »
(E. Fromm, 1975, p.20)
Un primato dell'uomo sull'animale è l'aggressività priva di scopi che non siano voluttuosi. Decisamente qualcosa di cui normalmente non si andrebbe fieri ma una caratteristica che ho spesso sentito vantare. In questa società l'assurdo diventa probabile e si assiste ad un continuo ribaltamento della bilancia.
Non so se mi nausei o mi faccia paura o ambedue le cose contemporaneamente. Di sicuro il senso di estraneità aumenta quando ci si rende conto che questa visione del mondo è comune anche a chi si ha vicino. E' come se una lontana ferita, minuscola, si fosse infettata e ora la cancrena si espandesse fino a contaminare anche la mia sfera personale e fosse talmente evidente per i suoi miasmi da essere impossibile ignorarla oltre.
Una società che non solo accetta ma, anzi, fa proselitismo della violenza e dell'arte del raggiro dannoso è una società malata ma non possiamo evitare di vivervi dentro. L'unica cosa che resta da fare è armarsi di bisturi e tagliare via le parti dei propri pensieri quando la cancrena avanza decomponendoli.
Mio padre ha sempre detto che questa era una canzone 'sua'. Se la sentiva addosso da giovane.
Nella mia famiglia siamo tutti nati coi pugni chiusi.
Amo: I pomeriggi uggiosi e ventosi di Torino, le notti calde d'estate passate con qualche amico, giocare di ruolo, dividere un pezzo di pizza con le mie migliori amiche, passeggiare senza senso in una giornata autunnale lungo le rive del Po. Il Natale. L'odore di birra e di nicotina di una nottata passata a parlare. Discutere di tutto e di nulla e di ipotetici mondi inesistenti.
Odio: I raver, quelli che si vantano troppo di quello che hanno,chi si nasconde dietro un dito, chi non accetta i difetti dell'uomo, chi maltratta o disprezza gli animali, chi si ferma con la scusa di sapere già tutto. Chi valuta le persone dal loro conto in banca. Chi non possiede il dono di apprezzare le piccole cose.
«Mostratemi un uomo sano di mente e lo curerò per voi. -C.G.Jung- »